Primavere più calde espongono le faggete meridionali a maggiori danni da gelo tardivo su chioma

Uno studio coordinato da Gabriel Sangüesa-Barreda, frutto della collaborazione fra ricercatori dell’Università di Valladolid e Università della Tuscia, dimostra che a partire dal 1950 la presenza di primavere calde ha aumentato il danno da gelate tardive nelle faggete sud europee, in particolare a quote medio-alte.

La ricerca ha interessato 8 aree (Pirenei, Appennino nord e centrale, Alpi austriache), in cui sono state campionate 2-3 fasce di quota, ed ha identificato i principali minimi storici di crescita legnosa connessi alle gelate tardive.

Soprattutto le faggete montane meridionali (Appennini e Pirenei) hanno mostrato maggiore esposizione all’aumento di frequenza degli eventi. Inoltre, gli eventi degli ultimi anni (p.e. 2013 o 2016) hanno mostrato notevole estensione e coerenza spaziale.

Sangüesa-Barreda G, Di Filippo A, Piovesan G, Rozas V, Di Fiore L, García-Hidalgo M, García-Cervigón AI, Muñoz-Garachana D, Baliva M, Olano JM (2021) Warmer springs have increased the frequency and extension of late-frost defoliations in southern European beech forests. Science of The Total Environment, 775:145860

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